martedì 1 aprile 2014

ARTE IN FIERA: PRESERVARE, FRUIRE, TRAMANDARE

253 opere da salvare per la cittadinanza

L’obiettivo è quello di preservare l’arte, renderla fruibile e tramandarla, per permettere ai cittadini di oggi e del domani di ammirare il patrimonio artistico di cui sono inconsapevoli destinatari e indiretti possessori. Ecco perché la Fiera del Le- vante ha scelto di destinare a nuova vita la pro- pria collezione di opere d’arte che, tra quadri, sculture e foto storiche dei maggiori artisti del ‘900, ha suscitato grande interesse a livello na- zionale, tanto da esporre i pezzi più importanti al Padova Arte. Le opere, acquisite durante le più im- portanti edizioni di ExpoArte (la prima fiera d’arte contemporanea italiana nata nel 1976), o donate da gallerie e singoli artisti, necessitano di un re- stauro. Per questo motivo l’Ente fieristico, che non intende perdere un patrimonio artistico e storico

così prezioso, ha annunciato di voler riorganizza- re, catalogare, autenticare e meglio valorizzare la propria collezione, aprendo le porte ad università ed enti di studio, e accogliendo proposte da priva- ti, per salvaguardare questa ricchezza nel tempo. Nella prospettiva di organizzare anche un’esposi- zione permanente per consentire anche al grande pubblico di usufruirne, bisogna ora trovare i fondi per avviare questa operazione di restauro: “Sarà mia cura tutelare i quadri in modo che non si pos- sa speculare. Stiamo parlando di un patrimonio della città e non solo della Fiera”, ha commentato il presidente dell’Ente fieristico, Ugo Patroni Griffi. Non una svendita dunque, ma un invito, rivolto a tutti, a proteggere e tutelare un bene comune.

DUE PIANI ROSSO BRITISH: ARRIVA IL BUS 36

Cene e party itineranti anche a Bari

Prima è toccato ai tram milanesi trasformarsi in ristoranti “on the road” ed ospitare a cena pellegrini e autoctoni portandoli in giro per la città. Poi è stata la volta delle limousine, tra- ghettatrici di anime erranti nelle ore notturne, improbabili discoteche a quattro ruote, stra- bordanti di umanità centellinata e poi dissolta in cocktail. In una sola parola: originalità. Pare essere questa la chiave vincente per cattura- re l’attenzione di un pubblico ormai annoiato dal solito tran-tran del weekend. Ecco perché Giovanni Calabrese, 34enne di Bari, ha scelto di tornare in Puglia, nella sua terra natale, per dare finalmente forma e consistenza ad un’idea nata e maturata nel corso di una vita passata a girare il mondo. Tra Egitto e Caraibi, Australia e Stati Uniti, Giovanni ne ha sicuramente viste di cose bizzarre e stravaganti, curiose ed origina- li. Ma l’aspetto più bello delle esperienze all’e- stero sta nella voglia di ritornare a “casa” per “importare” qui ciò che di buono si è visto fuori. E infatti il nostro giramondo ha deciso di por- tare con sé un piccolo grande souvenir a due piani, rosso e col numero 36. Stiamo parlando dell’ultima moda del momento, che ha riscosso già notevole successo in molti Paesi e anche in qualche città italiana, ma del tutto inedita qui a Bari: con il Bus 36 il party diventa itinerante! “L’idea mi è venuta in mente quand’ero a Mel-

bourne”, ha spiegato Giovanni che, nel com- mentare questa nuova e –speriamo- diver- tente e fruttuosa sfida, affiancato dalla sua compagna, ha sottolineato più volte di “non voler aprire il solito locale”. E infatti parliamo di due piani in stile rosso British dove si po- trà cenare, bere e ballare. Sarà possibile affit- tare questo bus speciale per un party insolito, per una cena romantica o per divertirsi con gli amici nel privè di una discoteca itinerante. Il progetto si presenta subito come un’impresa tutt’altro che semplice, per la quale non basta- va certo acquistare e ristrutturare un autobus: “La burocrazia ha un po’ rallentato il tutto, ma per fortuna, grazie all’impegno delle istituzio- ni e dell’assessore comunale al Commercio De Franchi, ora finalmente possiamo partire”. E noi gli auguriamo un “in bocca al lupo” coi fiocchi.

CRISI: IN TAVOLA LA DIETA DELLA SPERANZA

K.O. per i consumi nei settori Alimentazione e Sanità

Estremizziamo per rendere appieno l’idea: tra una fetta di carne, un check up e un Gratta e Vinci, gli italiani scelgono sicuramente quest’ultimo, perché la fame è tanta sì, ma la speranza- come si dice - è l’ultima a morire.
I dati resi noti dall'Istat sui consumi delle famiglie nell’anno 2013, parlano da soli:
-3,1% nel settore alimentare e -5,7%  per la sanità. Si tratta di percentuali estremamente indicative della situazione di profonda crisi in cui vivono gli italiani. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori infatti, a causa della riduzione del proprio potere di acquisto, una famiglia di tre persone nel 2013 è stata costretta a ridurre i propri consumi alimentari di  circa 309 euro.
Per contro, l'unico settore che non conosce crisi- incredibile ma vero- è quello del gioco, il cui giro d'affari cresce in maniera esponenziale di giorno in giorno ed è arrivato ad assorbire oltre il 12% della spesa delle famiglie. Roba da mani tra i capelli. Questo tipo di “consumo” non consola affatto, anzi: non fa che evidenziare chiaramente la disperazione dei cittadini che affidano la propria speranza di fuoriuscita dalla crisi affidandosi alle mani della dea bendata.
In questo modo continuiamo a portare in tavola i piatti previsti dalla dieta della speranza, attingendo da un buffet ricco non solo di Gratta e Vinci, ma anche di lotterie, slot e scommesse di ogni genere. Una situazione che, solo a scriverne, suscita immenso disagio e difficoltà.
Cosa fare per riprendere in mano le redini? Secondo la Federconsumatori, tanto per cominciare “è necessario un intervento urgente contro le speculazioni nei vari passaggi di filiera, che ancora incidono pesantemente sui prezzi dei beni, frenandone la domanda”. Ma indispensabile è anche “avviare misure immediate per il rilancio del potere di acquisto delle famiglie e la ripresa della domanda interna, attraverso una detassazione a favore del reddito fisso (lavoratori e pensionati) e misure per il rilancio dell'occupazione, in particolar modo quella giovanile”.

Attenzione alle fasce maggiormente colpite

In realtà il problema è molto più ramificato di quanto si pensi, dal momento che non lo si può certo slegare da quella che impropriamente viene definita ludopatia.
Negli ultimi anni infatti è aumentato drasticamente il numero delle persone “cascate” nel vortice del gioco d’azzardo, con particolare riferimento alle classi sociali più deboli e agli over 65 che dilapidano la propria pensione nella speranza di fare fortuna. Secondo l'indagine “Anziani e azzardo”, condotta da Auser, gruppo Abele, Coop Piemonte e Libera (condivisa da LaRepubblica.it), su mille anziani intervistati, il 70,7% ha ammesso di aver giocato almeno una volta nell'ultimo anno. Nel 16,4% dei casi i questionari hanno rilevato una situazione “problematica” in cui l'assuefazione all'azzardo è di gravità medio-alta. Fortunatamente non tutti i giocatori sono patologici: il 56,4% scommette senza determinare ripercussioni economiche o sociali; e comunque la maggior parte gioca per vincere denaro, per divertimento e per incontrare persone. Un dato che rispecchia la “log(ist)ica” del gioco: non è un caso infatti che i luoghi in cui si scommette maggiormente siano le ricevitorie e i bar.
Secondo lo studio, il 30% degli anziani gioca a Lotto e Superenalotto, il 26,6% al Gratta e Vinci e alle lotterie istantanee. Questi dati non solo incidono pesantemente sulla qualità di vita delle persone: si stima che ogni anno le casse statali sborsino circa 6 miliardi di euro in spese sanitarie e giudiziarie, per non parlare dell'aumento dei crimini legati all'usura. Eppure questo non basta ad ottenere un’inversione di marcia da parte del Governo che, anziché impegnarsi in una lotta significativa contro questo cancro sociale, continua a fare “orecchie da mercante” rispetto agli appelli delle Associazioni impegnate in questa guerra. “Tutte le forze democratiche -  afferma Auser nazionale-  devono domandarsi quale modello culturale e di sviluppo ne può derivare e se quindi sia eticamente accettabile che lo Stato favorisca la società concessionarie  anche mediante una politica fiscale in virtù della quale alcuni giochi sono tassati meno dell'1%”.

FAMIGLIA, SCUOLA E LAVORO PER UN FUTURO MIGLIORE

A Bari, la IV Conferenza Nazionale sull’Infanzia e l’Adolescenza

Quando si parla di infanzia e adolescenza e delle problematiche ad esse legate, spesso purtroppo domina la tendenza a generalizzare su una serie di argomentazioni che, nella maggior parte dei casi, si conoscono solo marginalmente, o che comunque richiederebbero un approfondimento utile a capire veramente di cosa stiamo parlando; anche perché molte volte ignoriamo le concatenate ramificazioni che tali argomenti dispiegano sul terreno circostante. Ad esempio, quando parliamo di adolescenza e (dis)educazione, dimentichiamo che la scuola e la famiglia non vanno considerati solo singolarmente, in relazione al problema, ma anche come due settori che tra loro interagiscono (o dovrebbero interagire) e si influenzano vicendevolmente, sia in positivo che in negativo. E lo stesso discorso può essere ampliato in rapporto alla società e al mondo lavorativo. Questo equivale a dire che per quanto la famiglia sia l’alveo performativo delle nostre abilità nella prima infanzia, non è certo l’unico ambiente a cui dobbiamo fare riferimento: innegabile infatti l’importanza anche delle scuole e delle aziende. La chiave è non ragionare per scomparti, ma integrare tutti questi settori ed far sì che operino sinergicamente per ottenere i migliori risultati. In tal modo, “ad un costo più basso per la società, il rafforzamento delle capacità genitoriali produrrà studenti meglio istruiti, lavoratori meglio formati e migliori cittadini” (James Heckman, Premio Nobel per l’Economia nel 2000).
Sarà proprio questo il tema della Quarta Conferenza Nazionale sull’Infanzia e l’Adolescenza, voluta e organizzata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “Investire sull’infanzia”, che si terrà a Bari il prossimo 27 e 28 marzo. L’evento, che si svolgerà al massimo livello istituzionale, rappresenta l'occasione per far incontrare le amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni, il privato sociale, le imprese e tutti gli attori che si occupano di infanzia e adolescenza, mettendo a disposizione uno spazio di confronto e di riflessione. I due giorni di lavoro, articolati attorno a sessioni plenarie e tematiche che avranno il contributo dei più noti studiosi italiani, permetteranno lo svolgersi di un'ampia consultazione tra le forze coinvolte in vista della formulazione del Piano Nazionale per l'infanzia e l'adolescenza.
Il programma prevede 4 sessioni di lavoro parallele più un evento collaterale, concentrate su infanzia, famiglia, educazione e servizi socio educativi, per delineare un quadro generale sui futuri investimenti e opportunità di finanziamento tra Italia e UE.

(Per info ed iscrizioni, visitare il sito www.conferenzainfanzia.info)

GLI STRASCICHI DELLA CRISI NEL 2014

Cresce la disoccupazione e calano domanda interna e potere d’acquisto

L’attuale crisi delle imprese, che ci trasciniamo già da più di un anno, non è un dato a sé stante, la sua crescita (o decrescita- anche se rara-) non è indipendente da tutto il resto, anzi. Come è ovvio che sia, crisi e disoccupazione sono direttamente proporzionali per cui, se nel 2013 abbiamo visto chiudere i battenti per 111 mila aziende a livello nazionale, è inevitabile che nello stesso anno la disoccupazione abbia toccato dei livelli record. Fallimenti, procedure fallimentari e liquidazioni volontarie hanno infatti subito un triste incremento del 7,3% rispetto al 2012, di pari passo con la disoccupazione, in particolar modo quella giovanile, che ha registrato dati allarmanti e disarmanti (si ricorda che già in Puglia, solo tra gennaio e maggio 2013, erano fallite circa 224 aziende).  E i dati odierni mostrano una situazione ancor più grave se si considera anche un altro aspetto: quello dell’andamento dei consumi. Per capire la portata del fenomeno basti pensare che, secondo quanto rilevato dall’O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la contrazione dei consumi è stata del -4,7% nel 2012, del -3,4% nel 2013, mentre nel 2014 si prevede da parte dello stesso Osservatorio un’ulteriore frenata del -1,1%. Nell’ultimo triennio, così, la contrazione dei consumi delle famiglie toccherà un livello infelice che si aggira intorno al -9,2% (pari ad una caduta della spesa di queste ultime di circa 65,7 miliardi di euro).
E gli effetti della crisi della domanda interna si fanno sentire sempre più drammatici sull'intero andamento economico: tutti gli indicatori mostrano la necessità di un serio ed urgente piano di rilancio della nostra economia, basato su un’azione programmatica  strategica che punti sulla ripresa delle domanda interna e sul rilancio degli investimenti soprattutto nello sviluppo tecnologico e nella ricerca. Il 2014 rischia di registrare infatti nuovi record negativi, specie per le famiglie, il cui potere d’acquisto, con l'introduzione della nuova TASI, subirà un nuovo duro colpo.

Questi i dati Cerved consultati dall'ANSA, emersi dal confronto tra 2012 e 2013:
+103% di concordati preventivi;
+12% di fallimenti;
+53,8% di procedure concorsuali non fallimentari
+5,6% di liquidazioni volontarie